Il Maestro Gerardo Frigerio, dal 1989 praticante dello stile Lenhua Cientao, ci parla della sua esperienza di Chi Kung (leggi l’articolo introduttivo qui), intrapresa da 25 anni.

“Sono stato seguito dal Maestro Weelian” racconta “aiutato dai suoi consigli, dal racconto delle sue esperienze e delle esperienze vissute anche del suo di maestro; fino a che, ritenuto pronto, ho proseguito da solo.”

Come definisci il Chi Kung in poche parole?

Definire cosa sia il Chi Kung non è subito fatto: molti parlano di tecnica del respiro, oppure di lavoro dell’energia o ancora arte della salute. Sono molti gli aspetti che sono coinvolti nell’esercizio di questa pratica.

Quanto ho sperimentato io nel praticare quest’arte, mi porta a definire il Chi Kung come un metodo che tende a rafforzare la “mente”, intesa come “forza di motivazione”.  È quella capacità che ci consente di continuare a fare con convinzione un qualcosa in modo costante, nel tempo di una vita. Potrei forse semplificare definendo il Chi kung come il “metodo della salute psico-fisica”.

Perché hai iniziato a praticarlo?

Ho iniziato la pratica perché sono stato affascinato dalla potenzialità di un corpo umano allenato con il Chi Kung. Vedere rotture di sbarre di ferro, lance piegate con la gola e rocce rotte con un pugno mi ha incuriosito. Ero curioso. Volevo sapere se tutto ciò fosse un trucco del mestiere, oppure veramente una forza interiore gestita con la consapevolezza della mente. Questo, in prima battuta, mi ha portato a pensare di iniziare a praticare; successivamente sono stato convinto definitivamente dall’aspetto salutare che questa disciplina aiuta ad ottenere: il benessere e la salute fisica mantenuta per lungo tempo.

Cosa è per te il Chi Kung?

Per me questa disciplina è uno stile di vita e una ricerca culturale verso le discipline del benessere psico fisico. Durante questi anni di pratica, per un approfondimento personale, mi sono dedicato anche allo studio della medicina tradizionale cinese, fino a diventare operatore shiatsu. Ho letto moltissimi libri sui diversi stili e sulle diverse concezioni filosofiche riguardanti il Chi kung

Non ti spaventa l’idea che, durante la pratica, qualcosa possa andare storto?

Ricordo ancora che in una delle prime lezioni con il Maestro Ng Wee lian sono svenuto nella fase degli esercizi finali: sulla tecnica del “cuore”, come la chiamiamo noi per semplificare. Aver perso i sensi per la prima volta nella mia vita, e proprio durante la pratica di un’arte marziale che ritenevo “magica”, mi ha fatto capire che quegli esercizi una qualche efficacia la dovevano pur avere. Adesso, con l’esperienza, sono in grado di capire quanto e come praticare per poter avere solo benefici. Quando si è stanchi e malati è tassativo evitare la pratica, per il resto sono le fasi iniziali che ci danno le prime avvisaglie se continuare o meno l’allenamento. Basta ascoltare il proprio corpo.

Che benefici riscontri nel praticarlo?

Principalmente due sono i benefici: il primo è una sensazione di vigore che mi accompagna per buona parte della giornata (provata appena terminata la sessione di allenamento). Il fare le normali attività quotidiane diventa piacevole perché accompagnato da una sorta di ottimismo generato dal benessere fisico. Il secondo, invece, è più nel lungo periodo ed è un aumentata resistenza alla fatica. Ci si ammala di meno, si recuperano molto prima le forze e la motivazione dopo i periodi di stress.

Cosa serve, a tuo parere, per poterlo praticare?

Servono costanza e motivazione, non è scontato riuscire a praticare costantemente. Ci si deve alzare tutte le mattine presto per potersi ritagliare almeno mezz’ora prima di andare a lavorare e questo deve essere fatto quasi tutti i giorni. Gli ostacoli e le scuse sono tante, la stanchezza, gli impegni famigliari, i periodi di vacanza, ma soprattutto pesano tanto i periodi in cui per cause di forza maggiore (generalmente malattia o eccessiva stanchezza) si è costretti ad interrompere. Riprendere è sempre molto faticoso. 

È necessario, inoltre, parecchio studio, sia tecnico che teorico, ma anche molta ricerca personale sulle sensazioni fisiche provate internamente. Questa ricerca è fondamentale perchè sono queste sensazioni che ci danno l’indicazione dell’efficacia del nostro allenamento e la percezione dello stato di miglioramento del nostro benessere psico-fisico.

Se te la sei persa, leggi anche l’intervista al Maestro Giovanni Ferrari.

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