Il Maestro Gerardo Frigerio, insieme al Maestro Fondatore NG Weelian e ad altri Maestri, ha contribuito alla nascita dell’Accademia Lenhua Cientao Italia.

(Trovi qui la storia del Maestro Fondatore)

Quando hai iniziato a frequentare i corsi del maestro Weelian? Cosa ti ha spinto ad avvicinarti ad un corso di arti marziali?

Ho iniziato a frequentare nel 1989. Mi sono avvicinato alle arti marziali (judo) a 6 anni, quando mio padre mi ha portato in palestra. Non ho più smesso perché ho trovato nelle arti marziali uno stile di vita che mi piace; fatto di rispetto, disciplina, di obiettivi da raggiungere con impegno e fatica. Sono poi passato a praticare  Lenhua cientao perché, oltre a tutte le cose di cui prima, porta con sé una filosofia di vita che ancora adesso, dopo 30 anni, continuo ancora a praticare.

Qual era la concezione delle arti marziali in quegli anni? Come venivano viste?

Nei primi anni in cui praticavo le arti marziali, l’opinione che la gente aveva sul tema era semplicemente quella legata ai film di Bruce Lee, quindi di metodi utili a “fare a botte”. Altri pensavano fossero pratiche misteriose e difficilissime da imparare. Solo successivamente diventarono sport da combattimento con competizioni agonistiche a livello internazionale.

Perché l’intenzione di creare un’accademia? A che scopo?

Creare l’accademia Lenhua Cientao aveva come obiettivo quello di garantire una durata temporale alle diverse sedi che si erano costituite fino al 1992, con l’obiettivo di avere una struttura che aiutasse lo sviluppo futuro dello stile, aumentandone la diffusione e conoscenza.

Quali sono i principi che hanno ispirato la creazione dell’associazione?

I principi che hanno ispirato la nascita dell’associazione sono quelli della diffusione dello stile, della garanzia della sua qualità e della tutela dei praticanti. Il tutto ottenuto tramite una selezione ed organizzazione stabile e solida della.struttura degli insegnanti.

Come era il clima nei primi periodi di creazione della Lenhua Cientao?

Alla nascita della Lenhua Cientao c’era un clima di forte motivazione. Si vedeva molta strada da percorrere. Il lavoro di codifica dello stile da parte degli insegnanti con il Maestro fondatore era l’impegno principale e motivava tutto il gruppo a fare il meglio che poteva. Come in tutti i casi di cambiamento e riorganizzazione, molti dei vecchi allievi percepivano questo cambiamento come una destabilizzazione della gerarchia del momento e questo portò anche maturazione personale verso le umiltà ed il saper mettersi al servizio di un obiettivo comune e non dei propri interessi.

Criticità emerse?

In quegli anni le criticità furono principalmente due. La prima in assoluto fu quella di organizzare dal nulla una struttura gestionale che potesse gettare le basi per un sviluppo di crescita della scuola. Si trattava di costruire uno statuto ed un regolamento che permettesse di agire nel modo più corretto ed oggettivo possibile da parte di tutti; insegnanti e praticanti. La seconda criticità è stata continuare l’insegnamento del Maestro in modo autentico all’indomani del suo ritorno in Malaysia. Il problema era mantenere qualità tecnica identica tra tutte le sedi e crescita professionale garantita per tutti gli insegnati. Ecco perché poi si è deciso di istituire il corso specifico per insegnanti.

Dove vedi la Lenhua Cientao nel futuro?

Per l’associazione vedo un futuro ricco di cambiamenti ed aggiornamenti che porteranno benefici sia in ambito organizzativo che tecnico. La situazione legislativa in Italia non favorisce certo la semplicità di gestione amministrativa, ma sapremo adattarci. La scuola di Lenhua Cientao è una scuola tradizionale, ricca di valori e concretezza e, come tale, potrà essere un punto di riferimento per tutti i praticanti nell’interpretare il cambiamento come ulteriore fase di crescita e sviluppo.

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