L’autostima è alla base dell’equilibrio psicologico di ogni persona e incide sui rapporti a livello sociale e individuale. 

L’aggressione fisica e psicologica è da sempre un metodo di controllo e sottomissione in tutte le società patriarcali. La donna (e tutte le persone sottomesse da altri) ha interiorizzato la teoria della propria debolezza, dipendenza e sacrificio personale. Oggi, mentre crediamo che di aver superato questi meccanismi di oppressione, nella pratica si ha ancora paura. 

DONNE E AGGRESSIVITÀ

I comportamenti sociali tendono a sradicare nella donna il comportamento aggressivo, con tutto quello che ciò implica: punire costantemente una bambina ogni volta che reagisce con aggressività, può renderla incapace di farne uso anche in caso di pericolo di vita.

(Se vuoi approfondire il tema dell’autodifesa prevista dalla legge, leggi l’articolo “La legittima difesa e la legge italiana”)

La società  tende a confondere l’aggressività con la violenza; se la rabbia viene repressa durante tutta la vita, non sorgerà mai, neanche quando ne avremo bisogno per sopravvivere. La rabbia bloccata uscirà, invece, nei momenti meno opportuni. È, invece, importante che le donne la utilizzino come base di reazione, per opporsi ad una società di base maschilista e proteggersi dal pericolo reale dello stupro. Quando ci adattiamo psicologicamente al ruolo della vittima, sviluppiamo un meccanismo di repressione interno che è rivolto contro noi stessi. È fondamentale esprimere rabbia e aggressività, per evitare di rivolgerle contro di noi in maniera autodistruttiva.

RICONOSCIMENTO DEI PROPRI DIRITTI

L’autostima è il riconoscimento dei nostri diritti di persone libere e autodeterminate: uno di questi diritti è quello di proteggere l’integrità fisica e psicologica della persona. Tanto più forte è la nostra autostima, tanto più difficile è rimanere imprigionati nel ruolo di vittime, ruolo che dà potere all’aggressore.
La stima si riduce quando diciamo SI a qualcosa a cui vorremmo dire NO. Dobbiamo prendere coscienza del nostro condizionamento, del fatto di essere stati educati a dire si, per compiacere e gratificare gli altri, negando i nostri bisogni.

Autoaffermarsi vuol dire riconoscere e difendere i propri diritti e usare la nostra autodeterminazione per uscire dal ruolo di vittime in cui siamo state spinti; è dire NO all’umiliazione rifiutando l’idea dell’impotenza e usando la forma più adatta alla nostra difesa.

La difesa personale è prima di tutto un atteggiamento mentale, un’attitudine: credere di essere deboli e vivere secondo questa convinzione, rende oggettivamente deboli. Tanto più consapevoli saremo della nostra forza, tanto più potremo abbattere gli ostacoli imposti dalla società.

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