Le prime arti marziali nacquero circa 5000 anni fa in Mesopotamia e vennero portate, in seguito, in India dall’esercito di Alessandro Magno.
Non si hanno notizie certe, ma si ipotizza che da qui si sarebbero diffuse prima in Cina e poi in tutto Oriente, dove si svilupparono e si articolarono in centinaia di discipline.

Secondo la tradizione orientale, infatti, fu 1500 anni fa che un monaco buddista indiano Bodhidharma insegnò i princìpi di combattimento senza armi, per permettere ai religiosi di difendersi dalle aggressioni dei banditi. Si racconta che nei tempi d’oro un solo monaco sapesse tenere testa a una torma di assalitori, nell’attesa che i suoi compagni terminassero tranquillamente la loro meditazione: la tecnica di combattimento elaborata era il Kung-fu.
Dalla Cina le nozioni del monaco Bodhidharma si diffusero in tutto l’Oriente, e specialmente in Giappone, tra le classi sociali più alte e tra gli appartenenti alla casta dei guerrieri.

Sono soprattutto le arti marziali orientali a essere sopravvissute nel corso dei secoli. In Cina attualmente esistono circa 1500 stili di combattimento, mentre in Giappone ne sono stati riconosciuti più di 850.
Le arti marziali più conosciute sono quelle orientali ma non sono le uniche al mondo: dall’Europa all’Africa, ogni Paese ha sviluppato nei secoli le proprie tecniche di lotta.

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