“Stretching” è un termine inglese che significa allungamento ed è usato nella pratica sportiva per indicare un insieme di esercizi finalizzati al miglioramento muscolare.

I MUSCOLI E LO STRETCHING

I muscoli sono composti da fibre che funzionano in due modi: o si contraggono o si rilassano. Quasi tutti i muscoli del nostro corpo hanno una controparte complementare: per ogni muscolo che si contrae, ce n’è uno che si rilassa.
Lo stretching serve principalmente a ridurre la tensione muscolare, aumentare la mobilità e la lubrificazione articolari.

Se non sollecitato ed esercitato, il fisico è costretto, con il trascorrere del tempo, a movimenti sempre meno sciolti ed ampi e all’impiego di maggiore sforzo in tutte le attività quotidiane. La minore elasticità muscolare predispone, infatti, il fisico ad un invecchiamento più veloce. Lo stretching, coinvolgendo muscoli, tendini, ossa e articolazioni, favorisce un miglioramento globale della capacità di movimento; mantiene giovani le articolazioni, rallentando la calcificazione del tessuto connettivo.

LE TIPOLOGIE DI STRETCHING

  • Dinamico: prevede l’oscillazione degli arti o del busto in modo controllato. Questo metodo è consigliato in programmi sportivi in cui sono previsti movimenti ad elevata velocità, poiché agisce sull’elasticità di muscoli e tendini.
  • Statico: il sistema di stretching più conosciuto, consiste nell’assumere una determinata posizione e di mantenerla per alcuni secondi (in genere da 15 a 30) per rilassare il muscolo interessato.
  • Isometrico: la forma più sofisticata, suddiviso in diverse componenti che è praticabile solo dopo adeguata preparazione.

STRETCHING: PRIMA O DOPO L’ALLENAMENTO?

Nella pratica sportiva, lo stretching può essere eseguito come riscaldamento pre-esercizio e come defaticamento post-allenamento.
Nel primo caso, il muscolo si prepara a passare dalla condizione di riposo all’attività, grazie all’effetto termico-metabolico dell’allungamento. Nel secondo, lo stretching consentirà il ritorno alle condizioni di flessibilità iniziali, perché ridurrà il tono muscolare.

DOVE EFFETTUARE GLI ESERCIZI

Un elemento importante è l’ambiente in cui ci si allena: lo stretching solitamente prevede una serie di  posture che si eseguono a terra. Il pavimento non deve essere dunque freddo ed è bene utilizzare un tappeto in modo che la superficie su cui ci si allunga sia relativamente confortevole. L’ambiente, inoltre, non dovrebbe essere rumoroso, perché questo non contribuisce al rilassamento.

I BENEFICI DELLO STRETCHING

A livello muscolo-scheletrico, lo stretching aumenta l’elasticità dei muscoli e dei tendini, con un miglioramento globale della capacità di movimento. È un’ottima forma di prevenzione delle contratture muscolari. In alcuni casi diminuisce la sensazione di fatica e può prevenire traumi muscolari e articolari. Gli esercizi di allungamento aiutano anche a diminuire la pressione arteriosa favorendo la circolazione. Favoriscono il rilassamento riducendo lo stress fisico e migliorano la coordinazione dei movimenti. Con lo stretching si ottiene la diminuzione della tensione muscolare e della frequenza cardiaca: in una parola, ci si rilassa. L’importante è assumere posture confortevoli, in cui respirare in maniera naturale.

CON CHE FREQUENZA FARE STRETCHING?

È consigliato fare quotidianamente pochi minuti (da 5 a 10) di allungamento muscolare, indipendentemente che ci si alleni o meno, per mantenere lubrificati muscoli ed articolazioni.

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